L11 febbraio 1968, a nemmeno 43 anni, Giovanni Spadolini assunse ufficialmente
la direzione del Corriere della Sera, dove dedico la grande maggioranza dei
suoi editoriali alla politica interna, per analizzare il difficile quadro della
IV e della V legislatura ma anche per pronunciarsi apertamente, con sostegni o
critiche ai provvedimenti di questo o di quel governo delluna o dellaltra
formazione politica. Spadolini lascio il quotidiano di via Solferino il 14
marzo 1972: liniziativa della separazione laveva presa unilateralmente la
proprieta il 3 marzo e fu causa di una forte crisi tra il comitato di redazione
e leditore. Larticolo di congedo, uscito il 14 marzo, ricapitolava
emblematicamente i criteri che avevano ispirato lopera di Spadolini in quei
quattro anni milanesi. La lotta contro il monopolio televisivo e per la
sopravvivenza della liberta di stampa, sempre tanto minacciata e insidiata,
partiva, e continuera a partire, dalla convinzione che senza una elevazione di
qualita il quotidiano indipendente e gia morto, nella gara con gli altri e
prevalenti mass media. Lasciando la direzione del Corriere con tranquilla
coscienza, raffermo i principi che hanno animato i diciotto anni delle mie
direzioni. [] E soprattutto credo nellautonomia e nella dignita della
professione giornalistica che non puo essere sottoposta a imposizioni o a
sollecitazioni esterne, da qualsiasi parte provengano. Un autentico atto di
fede nei confronti del giornalismo e dei lettori, che a quasi quarantanni di
distanza, e in un contesto per tanti aspetti cosi diverso, non ha perduto nulla
del suo profetico e perenne significato. Prefazione di Piergaetano Marchetti
Introduzione di Cosimo Ceccuti.

